L’ambiente si apre nel grazioso angolo di piazzetta San Francesco ed è situato in uno dei luoghi a più alta concentrazione di ipogei nella parte alta del cosiddetto pittaggio Baglio che tra l’altro, almeno così risulta già ai tempi del Brancaccio, veniva individuato come vicinio Combo. Non è di facile lettura essendo stato letteralmente stravolto nel corso dei secoli. In alto sulla parete di fondo una bocca di lupo in origine comunicante con via Duomo venne tompagnata in occasione della costruzione del palazzo soprastante. La parte inferiore delle pareti mostra in modo evidente non solo il banco roccioso ma anche i tagli operati per lo sfruttamento del carparo.

Non è facile stabilire l’epoca a cui risale l’originaria formazione dell’ambiente ma la presenza di un arco di fattura tipicamente medievale è un elemento molto interessante. L’eventuale apertura dello stesso potrebbe altresì chiarirci se doveva trattarsi di un ambiente di servizio a se stante o di un camminamento di collegamento con altri ambienti. La presenza di fori di alloggiamento per assi testimonia dell’impiego dell’ipogeo per attività produttive o artigianali. Probabilmente agli inizi del novecento. stando al tipo di ceramica sul pavimento, una parte della superficie dell’ipogeo venne sopraelevata forse per la realizzazione di un forno.

Fonte: www.nobilissimataranto.it