L’ambiente ipogeo è costituito da un unico grande vano posto a circa otto metri e corre lungo via Duomo per venticinque metri. Sistemato come pertinenza del palazzo nobiliare con funzioni di deposito e forse con un piccolo forno è caratterizzato dalla presenza di un pozzo cisterna alimentato da una falda sottostante. Tracce di un’altra cisterna obliterata diversi secoli addietro sono visibili lungo la parete sotto via Duomo. Anche questo ambiente come altri appare il risultato della risistemazione di un più antico ambiente ipogeo in considerazione della presenza di numerosi blocchi isodomici, probabile materiale di spoglio dell’antica cinta muraria. Nasce probabilmente come una grande cava di età greca come mostrano i caratteristici tagli dell’epoca.

La presenza di un ampio cunicolo tompagnato, che appare rivolto in direzione di palazzo Galeota, fa pensare ad uno di quegli ambienti che caratterizzavano il pittaggio Baglio in età medievale prima dell’avvento delle grandi strutture nobiliari che occuparono e riorganizzarono l’attuale via Duomo. I tagli effettuati per impostare le bocche di aerazione hanno messo in evidenza alcuni tratti del tracciato della strada bizantina emersa durante gli scavi del 1931 sotto via Duomo. Buona parte delle pareti sono state cavate in fasi successive dall’età antica fino al medioevo e mostrano l’originario banco calcarenitico su cui poggia la Città Vecchia. Interessante è l’andamento della tessitura muraria nel passaggio dalla cava all’ambiente produttivo medievale.

Fonte: www.nobilissimataranto.it