Vico Nasuti, l’Isola che rinasce

Partendo da piazza Castello e sfociando su via San Francesco, vico Nasuti è uno dei primi accessi in città vecchia. Esso prende il nome da un’antica famiglia patrizia proveniente da Amalfi che si stabilì a Taranto; uno dei discendenti, Vincenzo, nel 1734 ne fu anche sindaco. A lungo in quell’abbandono che tuttora caratterizza non pochi scorci della Città vecchia, da qualche tempo vico Nasuti ha acquisito un’eleganza civettuola.

Fra piante pensili, insegne in ferro che riecheggiano antiche atmosfere (caratteristiche quella raffigurante il gallo), panchine e il bel bianco lucido dei muri esterni, ce n’è abbastanza per richiamare l’attenzione di quanti sono soliti immortalare con le macchine fotografiche gli angoli del centro storico. Recentemente sulla facciata di suoi dei suoi edifici trova spazio un piccolo e grazioso giardino pensile, fra quelli donati agli esercenti della zona nell’ambito del progetto “Green Routes”. Inoltre, per una più adeguata caratterizzazione, al più presto saranno rimessi i festoni con raffigurazioni delle creature del mare. Ciò è motivo di vanto per i suoi abitanti che, come una volta, grazie agli sbarramenti posti agli accessi dal Comune, si riuniscono tranquillamente fuori con le sedie in circolo mentre i più piccoli giocano nelle vicinanze.

Vico Nasuti, l’Isola che rinasce 02

Questa nuova vita del vicolo si deve a una giovane imprenditrice, Graziana Miccoli, che ha ricavato da alcuni locali pedanei, vecchi depositi in disuso, case vacanze riecheggianti gli ambienti tipici di Martina Franca. “C’è una forte richiesta di questa tipologia di alloggio, soprattutto dai turisti più anziani e da quanti in estate si spostano in bicicletta – dice – Tutto ciò permette agli ospiti di interagire meglio con la gente del vicinato, stimolata a instaurare buoni rapporti, talvolta prendendo il caffè insieme. E quando c’è una partenza, i residenti mi chiedono subito del prossimo arrivo”. Notevoli, quindi, i vantaggi dal punto di vista sociale. “Constatando l’apprezzamento dei turisti, gli abitanti dell’Isola riscoprono anche loro la bellezza dei propri luoghi e cominciano sentirsi responsabili della loro valorizzazione – evidenzia – Questo, al contrario del passato quando la città vecchia veniva considerata un ghetto e perciò disprezzata anche dagli stessi residenti”.

Così vico Nasuti si gode questa rinnovata notorietà, segno di una Città vecchia, come già avvenuto per la vicina piazzetta San Francesco e tanti altri angoli ancora, che non vuol farsi vincere dal pessimismo. La “centrale” di questa ospitalità diffusa realizzata da Graziana Miccoli è nella vicina via Duomo, al civico 239, dove si trovano altri appartamenti per i turisti. “Abitare in Città vecchia – dice l’imprenditrice, coordinatrice del settore turismo alla Confcommercio – mi dona serenità, mi sento in armonia con quanto mi è attorno. Inoltre il panorama di Mar Grande è incredibilmente bello e i miei ospiti starebbero ore a contemplarlo”. I turisti, spiega, preferiscono alloggiare nell’Isola per la notevole concentrazione di monumenti e chiese antiche, perché possono circolare tranquillamente a piedi tra i vicoli e per la vasta scelta di ristoranti e trattorie tipiche a due passi dal mare.

“Con una quindicina di colleghi del centro storico – continua – abbiamo anche creato il gruppo whatsapp “Ospitalità nell’Isola” per meglio interagire. Vorremo offrire il nostro contributo perché il quartiere diventi ancora più vivibile attraverso una serie di iniziative per una maggiore attrattiva turistica. Per quanto mi riguarda, conto di aprire al più presto altre case-vacanza in via Cava e in largo San Martino per stimolare flussi turistici in quelle zone”. Un sogno per la città vecchia? “Vedere aprire tanti esercizi commerciali su via Duomo, partendo dal Caffè Letterario fino alla cattedrale, che è il tratto più sguarnito, la chiusura al traffico veicolare, magari limitato ai bus urbani, e l’apertura di localetti tipici sulla “ringhiera”, con i tavolini all’esterno per meglio ammirare i magnifici tramonti”.

di Angelo Diofano

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