Museo di biologia marina: si parla di riapertura

Potrebbe presto riaprire il Museo di biologia marina, che era attivo nel prestigioso edificio di via Roma dell’Istituto Talassografico “Attilio Cerruti”, attuale sede di Taranto del CNR-IRSA, chiuso da venticinque anni a seguito delle normative sulla sicurezza dei luoghi pubblici. Ma causa della scarsa praticabilità e convenienza dei lavori di adeguamento di quei locali, con ogni probabilità la ricca collezione di reperti dovrà traslocare. La struttura che si andrà a scegliere non dovrebbe essere lontana da quella attuale, secondo le ipotesi del responsabile del Talassografico, dott. Giovanni Fanelli

Per una soluzione della vicenda del museo s’impegnò a lungo, ma invano, il suo predecessore, il dott. Michele Pastore, che fece conoscere il museo di biologia marina alla città grazie alle innumerevoli visite guidate, da lui condotte personalmente, soprattutto per gli studenti delle elementari e delle medie.

Negli anni novanta il dott. Pastore riuscì a ottenere dal Miur per il Talassografico un congruo finanziamento per lavori di ristrutturazione all’edificio, che avrebbero permesso un’adeguata risistemazione del museo.

Ciò però presupponeva che fosse liberato interamente l’edificio di via Roma, di cui una buona metà continua a essere titolare l’Infrataras, subentrato al Centro Ittico Campano. Ma per una serie di motivi, ciò non fu possibile, anche per i ripetuti cambiamenti degli interlocutori in seno all’allora giunta municipale (si parlò anche della disponibilità a tal fine di palazzo D’Ayala, alla ringhiera, eterna incompiuta)
Il dott. Fanelli è convinto che questa sia la volta buona per ottenere la piena disponibilità dell’edificio per accedere a finanziamenti (da parte di Cis, Regione, Miur o Comunità Europea) per la ristrutturazione e quindi per l’istituzione di un nuovo museo, più moderno e dinamico, adatto alle nuove esigenze.
La città attende quindi speranzosa il lieto fine della vicenda, che consentirebbe l’istituzione di un prestigioso “polo museale” assieme al MArTA, alla pinacoteca del Convento San Pasquale, al Museo diocesano (ex Seminario arcivescovile) e a quello etnografico (Palazzo Pantaleo), costituendo così un ulteriore centro di attrazione per i flussi turistici.

di Angelo Diofano

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